Sempre più vicini all'affitto della poltrona

10 Feb
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Ne abbiamo parlato nei mesi scorsi, come una concreta possibilità ma ora la cosiddetta "poltrona in affitto" è stata approvata dai sindacati quindi si prepara a diventare realtà. CGL e UIL hanno firmato il nuovo CCNL Acconciatura Estetica Tricologia non curativa, Tatuaggio, Piercing e Centri Benessere. Questo nuovo contratto riporta in appendice un Avviso Comune sottoscritto dai sindacati che prevede la possibilità dell'affitto delle poltrone o delle cabine per le imprese dell'acconciatura e dell'estetica.

dall'avviso comune

Al fine di evitare possibili distorsioni o abusi di tale strumento gli stessi provvedimenti dovranno prevedere dei limiti di utilizzo dell'affitto della poltrona/cabina nella misura di:

una poltrona/cabina per le Imprese che hanno da 0 a 3 dipendenti;

due poltrone/cabine per le Imprese che hanno da 4 a 9 dipendenti;

tre poltrone/cabine per le Imprese che hanno più di 10 dipendenti.

Viene inoltre fatto divieto d'affitto della poltrona/cabina a chi abbia prestato servizio in qualità di dipendente, all'interno dello stesso salone/centro estetico negli ultimi 5 anni, nonché alle imprese che abbiano effettuato licenziamenti negli ultimi 24 mesi. Resta inteso che il soggetto affittuario dovrà possedere i requisiti professionali necessari per lo svolgimento dell'attività in forma autonoma. È necessario che tra le parti si definiscano precise responsabilità e competenze rispetto alle normative inerenti la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ce ne parla il Direttore di CNA, Savino Moscia.

Si tratta di un evento storico. La categoria chiedeva da tempo questa possibilità e sotto la mia presidenza siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo importantissimo, di cui sono molto orgoglioso.

Per quali categorie l'affitto della poltrona e della cabina estetica rappresenterà un occasione vantaggiosa?

Il contratto, dal momento in cui sarà operativo, porterà qualcosa come 20 mila posti di lavoro e darà a molte persone la possibilità di operare nella legalità affittando una poltrona. In un momento di crisi come questo, molti onesti operatori del settore si sono visti costretti a lavorare abusivamente. Dall'altra parte molti titolari di saloni hanno dovuto far fronte a un'ondata di concorrenza sleale che ha messo a dura prova il loro lavoro. Dunque i vantaggi non sono soltanto per gli operatori abusivi ma per tutto il territorio che ha fortemente voluto e chiesto questa possibilità. I giovani avranno un aiuto che permetterà loro di intraprendere un'attività senza affrontare grossi investimenti. Inoltre le strutture già esistenti potranno funzionare per più ore al giorno, ottimizzando e riducendo i costi fissi. Tutti i lavoratori potranno lavorare onestamente e pagare regolarmente le tasse e questo è un vantaggio anche per lo Stato. L'affitto di una parte del proprio salone o del proprio centro estetico rappresenta un'efficace soluzione che consentirà ai professionisti che a causa della crisi sono stati costretti a chiudere l'azienda, di rilanciarsi competitivamente sul mercato.

Il merito è tutto di CNA?

Naturalmente il successo va condiviso con le altre forze sociali, in primis Confartigianato nella persona del presidente Lino Fabbian (anche direttore della Camera Italiana dell'Acconciatore) con il quale collaboro da tempo in perfetta simbiosi e ho instaurato un rapporto di estrema lealtà. Comunque gli artefici di questo successo sono tanti, per esempio tutti i funzionari di CNA e di Confartigianato. Un plauso particolare va a tutta la presidenza dell'Unione CNA che mi ha sostenuto in un percorso non facile. In particolare mi riferisco ad Antonio Marino, il nostro "ministro degli esteri" che rappresenta CNA a Bruxelles e che ha sfruttato la propria posizione per far incontrare i sindacati italiani con quelli europei. Questo successo è anche una risposta agli scettici che non hanno creduto in questa idea e non si sono impegnati per realizzarla. Ora con Lino Fabbian ci incontreremo presto per fare le dovute verifiche con i vari enti istituzionali e ottenere il via libera che renda operativa la proposta.

Brigida Stomaci, responsabile di CNA estetica , ci conferma che la firma dei sindacati è una grande conquista per il mondo del lavoro.

Finora un operatore estetico poteva lavorare in un salone solo come dipendente o come socio. La possibilità di ospitare e dare appoggio a un professionista qualificato e responsabile è un vantaggio soprattutto per i centri estetici. In un istituto di bellezza gli spazi e le attrezzature rappresentano un costo considerevole e poter condividere la spese aiuta sia chi ospita, sia chi viene ospitato, a maggior ragione se l'estetista che trova appoggio ha una particolare specializzazione e quindi apporta al salone un valore aggiunto.

Quali sono i vantaggi per il consumatore?

Il consumatore ha l'opportunità di ricevere i servizi estetici in un luogo dove vengono rispettati i protocolli operativi e le norme igieniche. Ciò che vogliamo dare ai clienti è un servizio di qualità, in un luogo sicuro e confortevole, e sicuramente è anche quello di cui loro vogliono usufruire.

Non crede che i consumatori si rivolgano agli operatori abusivi anche per risparmiare?

Bisogna ammettere che il lavoro abusivo è sempre esistito ma in questo momento di crisi economica si sta espandendo e sta coinvolgendo anche professionisti che hanno sempre lavorato nella legalità. Con la proposta delle cabine estetiche in affitto ci auguriamo di ridimensionare il problema e aiutare chi ha la volontà di lavorare onestamente. Bisogna sottolineare che un lavoro svolto abusivamente non può che essere rischioso. I consumatori devono esserne consapevoli.

Qual è il prossimo obiettivo di CNA Estetica?

Quello che auspichiamo adesso è la possibilità di operare a domicilio quando, per esempio, abbiamo del personale in esubero oppure quando gli stessi clienti, per motivi particolari, ce lo richiedono. Ci piacerebbe anche che venisse presa in considerazione la liberalizzazione sulla convivenza di due imprese estetiche nello stesso spazio. Anche in questo caso, come nell'affitto della cabina estetica, la condivisione dei "polilaboratori" può aiutare a ottimizzare le spese e a risparmiare.

Antonio Marino per CNA rappresenta l'Italia nel dialogo sociale, facendo incontrare le esigenze dei datori di lavoro con quelle dei dipendenti. È stato proprio in uno di questi dialoghi che si è confrontato su lla possibi lità di portare in Italia l'affitto della poltrona, una formula di lavoro già ampiamente diffusa nel resto dell'Europa. Marino fa notare che l'affitto di poltrone e cabine estetiche è una realtà già presente in molti paesi anglosassoni e del nord Europa e che addirittura esiste in un piccolissimo stato come la Slovenia.

L'Italia è vittima della burocrazia. Per un acconciatore aprire un'attività si rivela un'impresa lunga, difficile e costosa che può richiedere un investimento dai 60 ai 100 mila euro. Per un giovane che vuole diventare imprenditore, le difficoltà sono ancora maggiori. Io auspico la liberalizzazione delle poltrone in affitto già dagli anni '80 perché ritengo che sia una formula conveniente per tutti. I giovani che vogliono intraprendere un'attività come parrucchieri oppure le estetiste che vogliono aprire un istituto di bellezza, possono inserirsi in maniera semplice e graduale nel mondo del lavoro, sfruttando l'ospitalità dei loro colleghi. Accogliere questa forma di lavoro in Italia significa adeguarsi a una realtà che funziona bene in Europa.

Antonio Stocchi , responsabi le acconciatori per CNA e Presidente Regionale dell'Unione Benessere e Sanità Toscana, ci ha illustrato il punto di vista dei parrucchieri.

L'affitto della poltrona è un passo verso il futuro. In questo momento più che mai il mondo della coiffure è in forte trasformazione. Per colpa della crisi economica sono diminuite le attività e il numero degli acconciatori si è ridotto a poco più di mille per abitante. Molti bravi professionisti sono rimasti esclusi dal mercato perché non riescono più a portare avanti la propria attività. L'affitto della poltrona o della cabina estetica ,è a mio parere, un modo molto valido per rispondere alla crisi. Specialmente chi si trova alla fine della propria carriera in questo momento storico, può sentirsi privo di stimoli. Lavorare fianco a fianco con un collega, è una forte spinta a far meglio il proprio lavoro e a reinventarsi.

Quali sono le paure degli acconciatori?

L'unica paura è quella nei confronti del cambiamento e di ciò che ancora non si conosce. Basta pensare a quando, molti anni fa, gli acconciatori lavoravano singolarmente e temevano, in un certo senso, di formare degli apprendisti, perché potevano trasformarsi in pericolosi concorrenti. Ora sappiamo che la cooperazione funziona. Qualcuno teme che l'affitto della poltrona si trasformi in un business ma io non credo che si corra questo rischio. So per esperienza che chi punta sulla qualità e sull'innovazione, vince sempre. Dal punto di vista dell'immagine, ciò che davvero rovina il prestigio di un'attività è la mancanza di clienti. Un salone vuoto è sinonimo di crisi, un salone pieno è garanzia di serietà e innovazione. A volte dallo stare insieme nascono idee e divertimento. La strada per rendere l'affitto della poltrona una formula consolidata in Italia è ancora lunga, ma possiamo dire di aver posto la prima pietra.

Lino Fabbian, presidente di Confartigia nato sottolinea un fatto importante:

La denominazione della proposta, "affitto della poltrona" è in realtà assai riduttiva rispetto a ciò che racchiude al suo interno. Dobbiamo vedere questa possibilità non come qualcosa per tamponare una situazione di crisi, ma come un passo verso il futuro che sarebbe necessario in qualsiasi condizione. Purtroppo, chi rimane "singolo" e non si apre alle novità, è destinato a fallire perché al giorno d'oggi le aziende che rimangono in piedi sono sempre di più quelle strutturate.

Ultima modifica Martedì 27 Marzo 2012 23:07
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