«Sono stati sei mesi di formazione. UNIPRO è un luogo dove convergono tante competenze, che vanta un fatturato di 3 miliardi in esportazione prodotti e che è caratterizzato dalla costante ricerca scientifica e sociologica. È un incarico importante, che mi impegna per tre giorni a settimana full time. D’altra parte, le cose per essere fatte bene vanno fatte anche tanto… e UNIPRO poi non costa fatica, perché è una bellissima associazione, con una rappresentanza quasi totalitaria, che supera il 95% e che ha due facce: una più regolamentare e tecnica e l’altra, quella che io amo davvero, è la faccia sociale: quella che rappresenta la cosmetica come fenomeno di costume della società»
In che senso?
In passato la cosmetica era relegata all’ambito del superfluo, dell’extra, del lusso, del donnesco. Ma negli ultimi anni è divenuta un bene di prima necessità. Basti pensare che un uomo- un tempo escluso dal settore- oggi utilizza al giorno mediamente 7 prodotti cosmetici: dal dentifricio al dopobarba. La cosmetica è divenuta necessaria perché è un modo di stare al mondo, stando bene con se stessi.
Quindi la cosmesi è un nuovo valore sociale?
Certamente. Questo in un contesto in cui sono tramontati 3 grandi valori del passato: la cosa pubblica, la famiglia e la fede. La fine di questi massimi sistemi spingono l’individuo a cercare in se stesso dei punti fermi: e la cosmesi, il benessere, hanno a che fare proprio con questa ricerca.
Il mercato sta andando dunque alla grande.. o no?
Nell’insieme non va male, il trend è positivo rispetto ad altri mercati. Gli italiani sono dei grandissimi consumatori di cosmetica, anche se la qualità della filiera nazionale è ancora poco conosciuta specie nelle sue punte di eccellenza: il controllo, la ricerca, la credibilità dei prodotti. Il consumatore italiano ha sviluppato una grande consapevolezza, e le aziende rispondono a questi nuovi consumatori con la qualità. Ma il settore professionale - quello dei saloni di acconciatura - soffre ancora, per cui uno degli obbiettivi di questa presidenza è proprio ri-attrarre il consumo in questo settore attraverso la differenziazione dell’offerta e il potenziamento della qualità di questa forma di artigianato.
Quali altri obbiettivi per UNIPRO?
Continuare a potenziare la ricerca del centro studi, sempre nell’ottica di puntare tutto sulla qualità. E poi potenziare l’esportazione, che rappresenta un grande asset dell’industria cosmetica italiana. Tradizionalmente siamo esportatori in Europa e Stati Uniti, ma la grande sfida oggi è il mercato asiatico, che a sua volta è un grande esportatore. Per esempio, nei prossimi mesi apriremo in Cina il primo store di grandi marche. Quello cinese è un mercato costituito da 50 milioni di ricchi, che sono potenziali clienti Un numero esorbitante, pari a quasi tutta la nazione italiana…. Esatto. Il lusso dei cinesi è un eccezionale potenziale per i prodotti italiani, soprattutto se consideri che la cosmetica in Asia ha tradizionalmente un valore molto diverso rispetto a quello che ha avuto qua.
È più importante?
Non solo. Tradizionalmente la cosmetica in Occidente ha dovuto guadagnarsi faticosamente il proprio posto in una società che legava il corpo e le pratiche corporee all’idea di peccato. In Oriente invece, già nella tradizione, l’idea del piacere legato alla bellezza e al benessere è libera dalla punizione religiosa, per cui il successo della cosmetica è rapido e largamente diffuso.
Secondo i dati UNIPRO, quali settori vanno meglio?
Erboristeria e farmaceutica vanno molto bene, mentre per la profumeria ci sono alti e bassi. Credo che il settore dei profumi debba ritrovare una sua personalità specifica, così come un suo canale di distribuzione innovativo, che punti all’elevata qualità del prodotto ad un prezzo più accessibile. A proposito di profumi, lei è consigliere delegato della Paglieri , e amministratore delegato della Schiapparelli e molto altro ancora…
Ma non entrano in conflitto tutti questi incarichi?
In realtà no. Io tengo i ruoli molto ben separati, non parlo mai in associazione della mia realtà aziendale, anche se sicuramente un’esperienza aziendale come la mia è ciò che mi permette di assumermi la presidenza di un’associazione come UNIPRO.
Un ultima domanda.. Li usa i cosmetici?
Io sono fanatico dei cosmetici e ne uso un’infinità! Dal dopobarba, al contorno occhi, alle creme viso, a quelle per il ventre piatto… e si, sono convinto della loro utilità, un po’ perché amo sperimentare, un po’ perché in fondo la cura del sé è davvero un modo moderno di essere al mondo, anche il mio modo di stare al mondo.
Etica e leadership nell'UNIPRO di Fabio Rossello

